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Notizie

A chi si rivolge l'Associazione

L'Associazione Professionale APIAI svolge il suo operato prevalentemente a favore degli amministratori che già esercitano la professione e che desiderano appartenere ad un'organizzazione che punta alla qualità dei servizi, in particolare quelli inerenti l'aggiornamento professionale. Come pure agli aspiranti amministratori che desiderano iniziare la propria attività fruendo del supporto associativo.

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L'amministratore ed il fisco

Il ruolo dell'amministratore di condominio è determinante nel rapporto con il fisco.

L'associazione offre ai soci un corso di aggiornamento professionale per l'uso dei software Entratel e Fisconline: come richiederli, come compilare i principali modelli (770s, Cur2015).

Per ulteriori informazioni contattaci.

 

 

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ASSENZA VINCOLI DI RINNOVO DELLE QUOTE ASSOCIATIVE

Di seguito le modalità di rinnovo delle quote associative.

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Sedi

Di seguito le sedi dell'associazione:

Lazio (sede nazionale): Via Quintilio Varo 33 – 00174 Roma (RM)

Lombardia: Via Leonardo da Vinci 411 – 21017 Samarate (VA)

Sicilia: Via Elio Vittorini 29 – 94015 Piazza Armerina (EN)   

 

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Versamento quote

Puoi pagare la quota associativa utilizzando il servizio PayPal.

Ti rammentiamo che l'Associazione non entrerà in possesso dei dati relativi alla tua carta di credito, le transazioni finanziarie sono gestite esclusivamente da PayPal.

Il menù ti propone tre scelte:

1. Socio aderente: è il candidato amministratore certificato A.P.I.A.I che non ha ancora sostenuto l'esame tecnico giuridico necessario per acquisire la qualifica di Socio ordinario (sono esonerati dall'esame gli amministratori professionisti in possesso della partita IVA e che esercitano la professione da almeno tre anni);

2. Socio ordinario: è l'amministratore certificato A.P.I.A.I. che ha superato l'esame di ammissione e desidera rinnovare l'adesione all'Associazione;

3. Socio Sostenitore: si configura in questa qualifica chiunque voglia contribuire a sostenere l'Associazione.

Quote associative e imposte
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Pagamento Paypal

Ti ringraziamo per aver aderito all'A.P.I.A.I..

Al fine di completare l'iscrizione segui le istruzioni indicate in questo link.

Per qualsiasi problema rimaniamo a tua disposizione:

1. telefonicamente allo 06.83.39.55.49

2. mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Iscrizione

Per l'iscrizione in qualità di socio ordinario il candidato dovrà presentare domanda alla Segreteria Nazionale A.P.I.A.I..

Come prescritto nell'art. 3 comma a) dello Statuto l'iscrizione come socio ordinario è subordinata alla formazione tenuta dal Centro Studi A.P.I.A.I. ed al superamento dell'esame tecnico-giuridico, previa accettazione del candidato dalla Segreteria Nazionale.

Possono essere esonerati dal corso gli amministratori che esercitano, con partita iva, da almeno 3 anni e che abbiano superato l'esame presso altra associazione di categoria.

Documenti necessari per l'iscrizione:

1) certificato generale del Casellario Giudiziale o in alternativa l'autocertificazione;
2) certificato dei Carichi pendenti o in alternativa l'autocertificazione;
3) certificato di Residenza o in alternativa l'autocertificazione;
4) fotocopia del diploma di maturità (5 anni) e/o laurea;
5) fotocopia di un documento d'identità  valido;
6) fotocopia del codice fiscale e/o partita IVA;
7) numero una fotografia formato tessera;
8) autorizzazione al trattamento dei dati personali;

Le autocertificazioni sono soggette a controllo da parte dell'Associazione.

Si rammenta che le dichiarazioni e attestazioni false e mendaci sono perseguite penalmente ai sensi dell'art. 76 D.P.R. 445/2000.

CLICCA QUI PER SCARICARE LA DOMANDA DI ISCRIZIONE ALL'A.P.I.A.I.

La domanda può essere inoltrata utilizzando una delle seguenti modalità:

1) a mezzo posta tradizionale;

2) a mezzo mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

3) Via PEC scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

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Sanzioni disciplinari

Al fine di rendere trasparente l'operato degli aderenti e della stessa Associazione si citano le norme statutarie previste in merito alla sanzioni disciplinari.

Di seguito, ad integrazione delle norme iscritte nel Codice Deontologico, sono elencate le sanzioni disciplinari a carico del Soci di qualsiasi ordine e grado previste dallo Statuto:

Art. 51: VIOLAZIONI COMMESSE DAGLI ASSOCIATI, TEMPI PER L’EFFETTIVO GIUDIZIO
Gli Associati, a prescindere dal ruolo e carica ricoperta nell’Associazione, che sono colpevoli della violazione del presente Statuto, del Regolamento di Attuazione dello Statuto, e del Codice Deontologico o che, comunque, si rendono colpevoli di condotte non conformi al decoro e alla dignità della professionale sono sottoposti a procedimento disciplinare che possiede natura di arbitrato ai sensi dell’ex art. 806 del Codice di Procedura Civile. E’ competente al giudizio il Collegio Regionale dei Probiviri avente giurisdizione sulla sede provinciale del Socio. Le delibere del Collegio Regionale dei Probiviri possono essere impugnate davanti il Collegio Nazionale dei Probiviri in secondo ed ultimo grado di giudizio. E’ esercitato dal Consiglio Nazionale dei Probiviri in grado unico il giudizio nei confronti degli Associati che rivestono le seguenti cariche: membri del Collegio Nazionale o Regionale dei Probiviri, Presidente Nazionale, Presidenti Onorari, Soci Fondatori, Vice Presidente Nazionale (Vicario), Vice Presidenti Nazionali, Tesoriere  Nazionale, Revisori dei Conti Nazionali, Revisori dei Conti Regionali e, più in generale, per tutte le cariche dirigenziali associative. I procedimenti disciplinari possono essere istanziati d’ufficio, su richiesta degli Associati e, in particolare, dall’utenza (es. proprietario o conduttore di unità amministrate da un amministratore di condominio iscritto e/o Socio, a prescindere dalla carica ricoperta da quest’ultimo nell’Associazione).
Art. 52 SANZIONI DISCIPLINARI
Le sanzioni sono da applicarsi da caso a caso e comprendono:

1. Richiamo scritto;
2. La sospensione dall’iscrizione all’Associazione per un tempo non inferiore a giorni quindici;
3. L’espulsione a vita dall’associazione;
L’espulsione è proposta dal Collegio Nazionale al Presidente Nazionale, salvo quanto espresso al comma B del presente articolo.
Al fine di garantire l’utenza (es. proprietario o conduttore di unità amministrate da un amministratore di condominio iscritto e/o Socio, a prescindere dalla carica ricoperta da quest’ultimo nell’Associazione) sono determinati da Statuto i seguenti provvedimenti non alterabili dal Regolamento di Attuazione dello Statuto:

A) La sospensione di giorni trenta si commina d’ufficio in seguito al recapito di due richiami scritti ricevuti dal Socio negli ultimi tre anni dalla prima sospensione;
B) L’espulsione a vita del Socio si applica d’ufficio in seguito alla notifica di due sospensioni di durata complessivamente superiore o uguale a giorni sessanta e comminate negli ultimi cinque anni dalla prima;
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Statuto

Lo Statuto dell'Associazione Professionale  Italiana Amministratori di Immobili è consultabile al link di seguito:

Leggi lo Statuto

L'atto è stato registrato con protocollo 8638 serie 3 presso l'Agenzia delle Entrate Ufficio Territoriale 5 Roma Tuscolano

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Inquadramento della professione

L'esercizio della professione di amministratore di condominio non prevede l'iscrizione in appositi ordine o collegi ma trova rispondenza nella Legge 4/2013.

Comma 2: 

Ai fini della presente legge, per «professione  non  organizzata
in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende
l'attivita' economica, anche organizzata, volta alla  prestazione  di
servizi o di opere a  favore  di  terzi,  esercitata  abitualmente  e
prevalentemente mediante lavoro  intellettuale,  o  comunque  con  il
concorso di questo, con  esclusione  delle  attivita'  riservate  per
legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi  dell'art.  2229
del codice civile, delle professioni sanitarie e  delle  attivita'  e
dei  mestieri  artigianali,  commerciali  e  di  pubblico   esercizio
disciplinati da specifiche normative. 

Comma 3: 

Chiunque  svolga  una  delle  professioni  di  cui  al  comma  2
contraddistingue la propria attivita', in ogni documento  e  rapporto
scritto con il  cliente,  con  l'espresso  riferimento,  quanto  alla
discplina   applicabile,   agli   estremi   della   presente   legge.
L'inadempimento rientra tra le  pratiche  commerciali  scorrette  tra
professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del
codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6  settembre  2005,
n. 206, ed e' sanzionato ai sensi del medesimo codice. 

Comma 4: 

L'esercizio   della   professione   e'   libero   e    fondato
sull'autonomia, sulle  competenze  e  sull'indipendenza  di  giudizio
intellettuale e tecnica, nel rispetto dei  principi  di  buona  fede,
dell'affidamento del pubblico e della clientela,  della  correttezza,
dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta  dei  servizi,
della responsabilità del professionista.  

Comma 5: 

La professione e' esercitata  in  forma  individuale,  in  forma
associata,  societaria,  cooperativa  o  nella   forma   del   lavoro
dipendente.  

La professione di amministratore di condominio, è una professione intellettuale regolamentata dalla L.220/2012 che subordina la nomina al possesso di specifici requisiti
professionali e morali previsti agli artt.1129 c.c.,1130c.c.,1130 bis,1131 c.c., e agli artt. 63 disp.att.c.c.,64 disp. att. c.c., 71-bis disp. att.c.c., 71-ter disp.att.c.c..

Requisiti

L’art. 71-bis disp. att. c.c., introdotto dalla riforma, enumera i requisiti necessari per lo svolgimento dell’incarico di amministratore di condominio.

L'amministratore non deve aver subito condanne per reati che prevedono la reclusione dai 2 ai 5 anni, non deve essere sottoposto a misure preventive o di tutela e non deve esser annotato nell’elenco dei protesti cambiari.

Inoltre, deve essere diplomato e deve aver frequentato corsi di formazione, professionale e periodica.

Tuttavia, il possesso dei requisiti professionali non è richiesto all’amministratore che sia stato scelto fra uno dei condomini o che abbia svolto l’attività per almeno un anno nel triennio precedente l’entrata in vigore della nuova legge, salvo l’obbligo di formazione periodica.

La perdita di uno degli elencati requisiti morali implica la cessazione dell’incarico. 

Il Legislatore della Riforma, recependo la giurisprudenza di legittimità orientamento, ha riconosciuto anche alle società di cui al Titolo V del Libro V del cod. civ. la possibilità di essere nominate amministratori condominiali; in tale ipotesi i requisiti devono essere posseduti da tutti i soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati a svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini a favore dei quali la società presta servizi.

Riassumendo, ai sensi dell'art. 71-bis disp. att. c.c.:

I. Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

d) che non sono interdetti o inabilitati;

e) il cui nome non risulta annotato nell'elenco dei protesti cambiari;

f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

II. I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.

III. Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio anche societa' di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini a favore dei quali la società presta i servizi.

IV. La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione dall'incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalita' l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore.

V. A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e' consentito lo svolgimento dell'attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l'obbligo di formazione periodica.

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